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Ecco la mia fan fiction.. spero che i piaccia ^^ Buona lettura!!!
Autore: Meeee ^^ Rating: NC17 Generi: Angst, Adult Content,Language, OFC/OMC,OOC Avvisi:Lemon - Smut Desclaimers: Le vicende raccontate non sono realmente accadute, è tutto frutto della fantasia dell’autrice. I personaggi inseriti e i Tokio Hotel non mi appartengono e non ricavo nessuno guadagno dalla storia.
IO E TE - 1 Capitolo
I momenti come questi mi fanno rendere conto di dove siamo arrivati; abbiamo appena finito un concerto ed è andata tutto bene. Incredibile, ogni volta che lo guardo sul palco penso sempre alla stessa cosa: senza di te non ci sarei mai riuscito.. Ti guardo e tu stai sorridendo, con quell’ aria spavalda e strafottente che hai sempre avuto, ma che con il passar del tempo si fa sempre più accentuata. Sei soddisfatto di come è andata questa sera, non la smetti di sorridere. Un’altra vittoria portata a casa. Guardi fuori dal finestrino, vedi il tuo riflesso..il nostro riflesso.. ti sistemi il cappello lo metti per storto,come piace a te. Sei ancora tutto esaltato e adrenalinico, continui a sbattere le mani sulle tue ginocchia per l’euforia. In queste situazioni sei incontenibile, sembri un bambino. Ma io non riesco a godermi questo momento, non so perché, da un po’ di tempo a questa parte, quando arriva questo momento dopo ogni concerto sento salire un’angoscia. Stiamo andando al party del dopo concerto. Fico? Si, ma non ne ho nessuna voglia.. - Bill.. cos’hai? - mi disse voltandosi Io lo guardavo e non gli rispondevo, non per dispetto o cattiveria, ma perché,a dire la verità non sapevo davvero che cosa dirgli. Lui stava aspettando una mia risposta, stuzzicando impazientemente con la lingua il suo piercing: - Allora? Non ti è piaciuto il concerto? Siamo stati fortissimi - esclamò - No il concerto è stato fantastico, solo che non mi va di andare alla festa.. - dissi sbuffando - Perché? Ci divertiremo vedrai.. ci saranno tante persone interessanti - disse con il solito ghigno malizioso - Non possiamo fare come ai vecchi tempi? Solo io e te a festeggiare un concerto andato bene? Te lo ricordi? Ci divertivamo da morire.. Dai Tom!- dissi voltandomi verso mio fratello, quasi implorandolo.. Mentre lo guardavo non potei fare a meno di ripensare a quanto fossero belli e, allo stesso tempo, lontani quei momenti. La sola cosa che volevo era quella, stare un po’ con mio fratello. - Lo so, ma come facciamo con Georg e Gustav? Ormai sono andati!- - Ok.. lascia perdere non fa niente, andiamo a questa festa- dissi irritato Non riesco a capire cosa sta succedendo tra me e Tom, prima eravamo la stessa persona,la stessa mente e lo stesso cuore.. Adesso facciamo fatica a parlare, a comprenderci.. Sento una forte inquietudine, non so..Quella strana sensazione di attesa..Come se dovesse succedere qualcosa.. Scacciai i miei cattivi pensieri, stavano mandando a monte serata stupenda che era nata dal concerto, ed anche se a malavoglia, andai a quella stupidissima festa.
Per tutta la serata Bill mi ha evitato, anche se rideva e scherzava come se non avesse niente, io lo potevo vedere, riuscivo a vedere i pensieri di mio fratello, leggevo nei suoi occhi, nei suoi gesti.. E’ sempre stato così, è sempre stato come guardarsi allo specchio.. Per tutti Bill è quello più fragile e delicato, ma in realtà è sempre lui che mi prende per mano e mi trascina, è sempre lui che se ne frega di tutto e va sempre avanti, nonostante le critiche e le invidie. Sono io quello debole, sono io che non ho mai il coraggio di essere me stesso. Sono io quello che si è dovuto costruire un personaggio credibile per evitare che la gente mi conosca davvero. E sono sempre io quello che si ritrova a fingere; e che tutto sommato, si trova molto, ma molto stretto nei suoi panni, anche se misurano quattro taglie più della mia. Prima di conoscere me, ho conosciuto lui, anzi, solo conoscendo lui ho conosciuto me stesso. Era turbato da qualcosa.. Sapevo il perché, è esattamente la stessa cosa che turbava me.
Quasi quasi me ne vado.. dissi appoggiato al muro. Tanto Tom si sta divertendo come al solito, e poi io sono anche un po’ stanco. Da solo rientro in albergo. La stanza di Tom è accanto alla mia, non sono abituato a dormire senza che lui sia accanto a me, è una delle poche cose che mi ricordano casa e la nostra vecchia vita. Appena entro in questa stanza buia mi passa un pensiero ironico per la testa.. Una stanza vuota, scura e triste..Sembra di stare nel mio cuore.. Poi ho acceso la luce, la stanza si è illuminata facendomi notare quanto era bella e di colpo un altro pensiero… Ed ecco Tom.. Mi diedi mentalmente del patetico, alzando gli occhi al cielo. Dopo essermi sdraiato sul letto vestito e truccato, chiusi gli occhi, stavo per addormentarmi ma poi qualcuno bussò alla porta.
- Te ne sei andato senza dirmi nulla- disse Tom appoggiato alla porta con la spalla, come se volesse sgridare il fratello che lo aveva abbandonato alla festa. - Sapevi che non mi andava di restare alla festa.. e poi non hai incontrato persone interessanti?- disse ironico Bill
Ma Tom entrò senza rispondere, seccato per la frecciatina di Bill. Erano al centro della stanza, uno di spalle all’altro. Soli. Senza telecamere, fotografi, giornalisti. Soli. Come solo in rare occasioni succedeva. Tom si voltò verso Bill e incrociando le braccia sospirò: - Che succede Bill?- - Niente, cosa vuoi che succeda?Ero solo stanco tutto qui- disse sistemando il letto per dormire - Non è vero, non dire bugie, non le dire a me! Dobbiamo parlare di quello che sta succedendo- - Perché, cosa sta succedendo?- disse Bill in sospeso - Lo sai..- lasciò intuire Tom
Bill si accasciò sul bordo del letto, pensando a cosa potesse dire, quanto potesse dire, ma non trovava le parole, si voltò verso di Tom e annuì con la testa. Tom andò di fronte al fratello, si tolse il cappello, la felpa ed infine sciolse i suoi capelli. Bill non sapeva cosa stava succedendo in quel momento, non riusciva a sentire i suoi pensieri talmente il suo cuore batteva forte, il suo battito arrivò alla pancia, alla gola, dentro le orecchie ed infine si fissò sulle tempie. Mentre suo fratello si stava spogliando cominciò a sudare, sentiva le mani inumidirsi,le nascose tra le gambe per non far vedere che tremavano. Tom lo fissava mentre si toglieva la felpa, e lo fissava anche quando, a torso nudo, si slegò definitivamente i capelli. Bill chiuse gli occhi per pochi secondi, cercò di spingere in fondo allo stomaco quel magone che gli andava su e giù e pensò…”chissà con quante ragazze avrà fatto lo stesso gesto, chissà quante ragazze avrà guardato così intensamente”.. Tom era andato in bagno e lui non faceva altro che chiedersi perché il suo legame con il fratello stesse cambiando. Perché si trovava in imbarazzo con suo fratello? Perché non lo riusciva più a guardare negli occhi senza sentire un pugno nello stomaco? Tom uscì dal bagno con un batuffolo di ovatta in mano, si mise accanto a Bill e glielo porse: - Tieni.. struccati, poi svuotiamo il minibar della stanza, riempiamo il letto di briciole e poi ci addormentiamo davanti alla tv.. Come ai vecchi tempi, solo io e te - e sorrise posando una mano sui capelli del fratello - Dici davvero? - chiese lui incredulo - Davvero.. con chi altri se non con te io posso sciogliermi i capelli, e con chi altri se non con me tu resteresti struccato? - e sorrise dolcemente, cercando negli occhi di Bill complicità. Bill cominciò a struccarsi ed era felicissimo del gesto del fratello. Forse non tutto era cambiato tra noi due. Anche se non parlavamo più come prima ci comprendevamo lo stesso. - Mi dispiace se non ho capito prima.. - disse Tom - Che tu non fossi perfetto lo sapevo già - disse Bill sorridendo.
Carino come inizio, promette bene... *zizi* xD Aspetto ancora un altro capitolo così mi faccio un'idea generale più precisa e poi ti dirò cosa ne penso per bene bene (faccio sempre così >.<)! Intanto, io attendo, eh! v.v
PS: alla fine sono teneri teneri! *-*
It's automatic, systematic, so traumatic... You're automatic. There's no real love in you, There's no real love in you, Why do I keep loving you? Each step you make each breath you take, your heart, your soul, remote controlled. This life feels so sick... You're automatic to me. There's no real love in you... There's no real love in you... There's no real love in you... There's no real love in you... There's no real love in you... Why do I keep loving you? Automatic. There's no real love in you... Automatic. There's no real love in you... Automatic. Why do I keep loving you? ...Automatic...
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Ecco il seguito.. spero che vi paccia...
*Si guardarono a lungo, occhi negli occhi, si scrutarono nel viso come se si stessero riconoscendo uno nell’altro. Era tanto tempo che non parlavano e non si confidavano. Tra un concerto ed un servizio fotografico si erano allontanati, loro che erano l’uno l’ombra dell’altro; si era insinuato tra loro un silenzio pesante,che nascondeva parole che non erano mai state dette e una serie di pensieri che non potevano essere pronunciati. Le loro vite erano così diverse ormai,uno se ne andava in giro con aria soddisfatta a spezzare un cuore dopo l’altro, l’altro si stava chiudendo sempre di più in se stesso, mostrando a tutti la sua maschera migliore. Il loro legame si stava affievolendo. La loro forza è sempre stata la verità e la complicità, ma stavano venendo meno. C’era qualcosa che aveva bloccato Bill, qualcosa che si portava dentro e che lo tormentava, e Tom non si dava pace in quanto non sapeva di cosa si trattava.*
Avevo appena aperto gli occhi, e la televisione era ancora accesa e mandava rumori indecifrabili alle mie orecchie, fuori si stava facendo giorno piano piano e Tom dormiva placido alle mie spalle. Sentivo il suo corpo così vicino che mi riscaldava, e che come al solito si buttava tutto addosso a me. La sua mano penzolava morta al di la del mio fianco, e le sue gambe erano aggrovigliate alle mie; i suoi capelli cadevano sulle mie spalle. Una persona sola praticamente. Mi voltai piano per non svegliarlo. E’ così bello. Respirava piano e con calma. Ero talmente vicino a lui che potevo sentire il suo respiro infrangersi sul mio viso. Senza volere mi avvicinai a quel viso, il mio stesso viso, ero attratto da lui come una calamita. Sempre di più. Ancora di più. Fino a che non mi sono ritrovato con il mio naso a sfiorare il suo. La sua fronte alta, le sopracciglia folte, ogni sua piccola lentiggine sul viso e sul collo. Annusai la sua pelle, sentii il suo odore, mi ritrovai con gli occhi chiusi e a desiderare disperatamente la bocca di Tom. In quel momento, capii che in realtà non ci stavamo allontanando. Ma che io mi stavo innamorando di mio fratello. Era una realtà che stavo cercando di allontanare sia dalla testa che dal cuore. Era una cosa folle e impossibile,mi sentivo in difetto e mi vergognavo tanto per i miei sentimenti. Chissà Tom che avrebbe pensato di me, era una cosa così ridicola, lo avrei sicuramente perso e mi avrebbe ripudiato a vita! Lui che vive soltanto per fare sesso con le ragazze! Come spiegare a tutta la gente che io non sono affatto gay ma semplicemente innamorato di Tom? La mia anima gemella. Ogni volta che immaginavo di dirglielo mi sentivo devastare dentro, come se mi si svuotasse lo stomaco, e mi sentivo avvampare le guancie che mi diventavamo rosse immediatamente. No, dovevo tenerlo nascosto,non avrei dovuto dirlo a nessuno neanche a me stesso. Non una parola, non potevo permettere che qualcuno capisse. E tantomeno Tom. Siamo molto più che fratelli o gemelli, io e Tom siamo le due metà che fanno una sola persona, lui mi completa e io completo lui, divisi non siamo niente. Il bisogno che abbiamo l’uno dell’altro supera di molto il semplice legame fraterno, è attrazione e necessità reciproca, ci cerchiamo come si cercano due amanti, ci proteggiamo a vicenda e possiamo contare solo su noi stessi , a volte dobbiamo nasconderci anche solo per abbracciarci,ci parliamo con gli occhi e abbiamo bisogno di condividere ogni cosa, io ho bisogno delle sue mani e del suo sorriso, lui ha bisogno di aggrapparsi alle mie braccia quando è nervoso. Ho bisogno di averlo accanto sempre e questo cos’altro può essere se non amore? Guardai ancora una volta quel viso così bello, che dormiva sereno e mi voltai con la faccia rivolta al soffitto. Con quel groppo in gola che non andava ne su e ne giù. Il suo braccio mi cingeva tutta la vita,sentivo la sua pelle sfiorarmi da fianco a fianco, leggermente sotto l’ombelico e le sue lunghe e perfette dita toccavano il mio tatuaggio a stella. Ogni tanto nel sonno muoveva quelle dita..ad ogni piccolo tocco la mia schiena si riempiva di brividi; il mio cuore comincio a battere talmente forte che avevo paura di riuscirlo a svegliare. Alzai gli occhi pieni di lacrime al cielo, sospirai cercando di calmarmi. E mi alzai, spostando delicatamente il suo braccio. Stavo fermo e in piedi, con le spalle verso il letto,al centro della stanza, con gli occhi che affogavano nelle loro stesse lacrime cercavo le scarpe. Avevo una voglia matta di correre via di li. Con la speranza di dimenticarmi tutto questo.
- Eh i- Mi voltai di scatto e vidi Tom si che si stava sedendo nel letto ancora assonnato
- Buongiorno - disse voltandomi verso la parete raggelando - Buongiorno anche a te..Ma che stai facendo li in piedi? - disse stropicciandosi gli occhi assonati - Niente Tom, non vedi che cerco le scarpe! - disse Bill cercando di nascondere le lacrime - Vedo che il problema che avevi ieri non ti è passato - disse Tom tra i denti - Guarda che io non ho nessun problema! - dissi alzando la voce e voltandosi di scatto - Tu dici eh? - disse sarcastico il fratello - Dai Tom.. non cominciare - disse Bill sbuffando e girando la testa -Ho capito… me ne vado in camera - Tom si alzò dal letto e prese la sua felpa. Bill lo guardò seduto dal letto mentre s’infilava le scarpe. In silenzio Tom si alzò i capelli e li raccolse nella fascia; lanciò un lungo sguardo interrogativo a suo fratello, scosse la testa in segno di rassegnazione e prima di andare disse ad alta voce: - Sei troppo strano, o mi dici che cazzo hai o te lo fai passare - e sbatté la porta. Bill rimase nella stanza scioccato, sapeva che Tom non era il tipo che aveva bisogno di urla o di voce alta per discutere. Ma bastava semplicemente guardarlo storto come aveva appena fatto. Bill rimase nella stanza scioccato, sapeva che Tom non era il tipo che aveva bisogno di urla o di voce alta per discutere. Ma bastava semplicemente guardarlo storto come aveva appena fatto.
Il fatto che Bill abbia qualcosa da nascondere mi fa impazzire. Mi fa salire il sangue fino al cervello. Lo so che lo sto trascurando, lo so che passare una notte con lui non basta per recuperare il tempo perso, ma perché continua a fare così proprio non lo capisco. Non sapere quello pensa o cosa stia provando mi devasta. E’ sempre così scuro e accigliato, a malapena riesce a guardarmi. Mi guardai fisso nello specchio, sono arrabbiato,e non sono mai stato così distante da mio fratello. Magari ha qualche problema e non riesce a parlarne..mi dissi
- Bill.. - disse bussando alla porta, ma niente.. - Bill dai apri questa porta! - dissi con più forza, sapevo che era dentro - Guarda che abbiamo la stessa chiave magnetica! Sto entrando.. - ed entrò Ovvio che non poteva sentirmi, Bill stava sotto la doccia; il rumore del getto d’acqua era inequivocabile,ma c’era qualcosa che stonava. Mi avvicinai alla porta per ascoltare meglio, la apri con una mano; in quel momento non mi importava di essermi intrufolato in camera sua, di spaventarlo o di essere entrato nel bagno all’improvviso, ma stentavo a comprendere questa situazione. Bill stava piangendo. Singhiozzava, il suo corpo così esile e alto tremava sotto l’acqua. Aveva appoggiato le mani contro il muro,per sorreggersi, con la testa piegata verso il basso,piangeva come un disperato,i suoi capelli ne coprivano il viso e i suoi pugni sbattevano con rabbia contro la parete. Le sue spalle larghe ma ossute ad un tratto piano piano si fecero dritte. Alzò la testa in modo che l’acqua portasse via le sue lacrime e il suo dolore. Il suo viso era corroso da continue gocce che gli scendevano lungo le guance, altre seguivano la linea di quel naso così perfetto ed altre ancora bagnavano le sue labbra carnose ed arrossate dal calore. Io feci un passo indietro, continuando a non capire, chiusi la porta esattamente come l’avevo trovata. Respirai a fondo e bussai. Appena toccai la porta Bill si bloccò. Poi sicuro di non aver sentito bene chiuse anche l’acqua per sentire meglio..
Devo ancora leggere il secondo capitolo. Per ora ho letto metà del primo e posso dirti solo una cosa: la storia mi incuriosisce e la leggerò, credimi. Però devi fare più attenzione ai verbi. Passi dal passato al presente senza nemmeno rendertene conto. Esempi presi dall'inizio del primo capitolo:
1) Stiamo andando [è un'azione in corso di svolgimento. Ovvero, in questo preciso momento stanno andando all'after party] al party del dopo concerto. Fico? Si, ma non ne ho [Idem anche qui. E' presente. In questo momento Bill non ne ha alcuna voglia.] nessuna voglia.. - Bill.. cos’hai? - mi disse voltandosi [Ecco qui il cambio di tempo. Tom disse a Bill in un passato e si voltò verso di lui, ma non in questo preciso momento.] Io lo guardavo e non gli rispondevo [Anche qui è passato. Usi tempi storici ma perchè all'inizio erano presenti?], non per dispetto o cattiveria, ma perché,a dire la verità non sapevo [Anche qui hai utilizzato un tempo storico e non presente. Devo quindi presumere che volevi usare tempi storici e che il tuo errore di distrazione fosse avvenuto quando hai usato quelli presenti.] davvero che cosa dirgli.
2) La sola cosa che volevo [Tempo storico (abbreviamolo in TS)] era [TS] quella, stare un po’ con mio fratello. - Lo so, ma come facciamo con Georg e Gustav? Ormai sono andati!- - Ok.. lascia perdere non fa niente, andiamo a questa festa- dissi [TS] irritato Non riesco [Ecco qui che ritorna il presente.] a capire cosa sta succedendo [Azione in corso di svolgimento. E' qualcosa che sta accadendo in questo preciso istante.] tra me e Tom, prima eravamo [Ok, qui ci sta in ogni caso, sia che la tua storia sia narrata con tempi storici sia che con tempi presenti perchè è un qualcosa che è accaduto, qualcosa che era, e che ora è concluso e/o finito.] la stessa persona,la stessa mente e lo stesso cuore.. Adesso [Questo avverbio di tempo è preferibilmente utilizzabile con tempi presenti.] facciamo [Questo è presente. Bill sta esponendo il tipo di rapporto che vi è tra lui e Tom in questo momento.] fatica a parlare, a comprenderci.. Sento [Tempo presente (abbreviamolo in TP).] una forte inquietudine, non so [TP]..Quella [Quello/quella si utilizza per qualcosa di lontano nello spazio fisico e non o nel tempo, dunque è da utilizzare con tempi di tipo storico. Con quelli di tipo presente si utilizza questo/questa.] strana sensazione di attesa..Come se dovesse succedere [Detto così sembra sia un qualcosa che Bill dice a se stesso in un presente, non in un passato.] qualcosa.. Scacciai [Qui torna il TS] i miei cattivi pensieri, stavano mandando [Anche qui. Questa è un azione che si è prolungata nel tempo ma che oramai è passata e conclusa, dunque è da inserire in un contesto storico, non presente.] a monte serata stupenda che era nata [TS] dal concerto, ed anche se a malavoglia, andai [TS] a quella stupidissima festa.
3) Per tutta la serata Bill mi ha evitato, anche se rideva e scherzava come se non avesse niente, io lo potevo vedere, riuscivo a vedere i pensieri di mio fratello, leggevo nei suoi occhi, nei suoi gesti.. E’ sempre stato così, è sempre stato come guardarsi allo specchio.. Per tutti Bill è quello più fragile e delicato, ma in realtà è sempre lui che mi prende per mano e mi trascina, è sempre lui che se ne frega di tutto e va sempre avanti, nonostante le critiche e le invidie. Sono io quello debole, sono io che non ho mai il coraggio di essere me stesso. Sono io quello che si è dovuto costruire un personaggio credibile per evitare che la gente mi conosca davvero. E sono sempre io quello che si ritrova a fingere; e che tutto sommato, si trova molto, ma molto stretto nei suoi panni, anche se misurano quattro taglie più della mia. Prima di conoscere me, ho conosciuto lui, anzi, solo conoscendo lui ho conosciuto me stesso. [Fin qui i tempi sono tutti presenti. Tom sta descrivendo una situazione che sta avendo luogo nel presente.] Era turbato da qualcosa.. Sapevo il perché [Qui i tempi divengono storici.], è [Qui, invece, ritorna il presente.] esattamente la stessa cosa che turbava [E poi il tempo cambia nuovamente e si trasforma in un tempo storico.] me. [In due frasi -vedi quelle sottolineate del punto 3- hai cambiato tempo tre volte.]
Potrei andare avanti a lungo. Hai fantasia, scrivi con scioltezza ed è molto scorrevole la storia. La trama per ora è okey. I personaggi sono ben inquadrati, per essere solo l'inizio della storia. Ciò che pensa Tom di Bill (vedi inizio punto tre) mi ha colpita, è davvero ben pensato. Però ti confondi troppo coi tempi verbali e ciò rende la lettura sgradevole ed abbassa di molto il livello della storia dal punto di vista grammaticale e non. Cerca di stare più attenta all'utilizzo dei verbi e non passare dal passato al presente a caso. Se vuoi metterci di mezzo dei Flashback fallo ma magari mettili in corsivo (questo è un consiglio per il futuro). Al massimo fatti aiutare da un beta. Non vale la pena rovinare questo scritto per questi errori che possono essere facilmente evitati se si applica un pò più d'attenzione. Rileggi il testo due o tre volte prima di pubblicarlo, così si evita molto. Sembra una cavolata ma è molto importante, provare per credere.
Prova a seguire i consigli che ti ho dato sino ad ora e sono certa che questa ff diverrà quasi perfetta! ^^
Brava e complimenti.
Attendo il prossimo capitolo, intese? xD
PS: scusa per gli eventuali errori di battitura ma sono di corsa e non ho il tempo di rileggere ciò che ho scritto (ecco, questa è una cosa che non va MAI fatta! xD).
Edited by linny_93 - 3/7/2009, 00:00
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Accipicchia ... ..
per fortuna che andavi di fretta..
Non pensavo che fosse così disastrosa o che alcuni passaggi non chiari possono "rendere la lettura sgradevole ed abbassare di molto il livello della storia".. è la prima volta che qualcuno fa il pelo e contropelo alla mia ff, e se devo essere sincera l'hai fatta a pezzi... ovviamente non ci sono rimasta male...(anzi un pochino si..ma giusto all'inizio, perchè non me l'aspettavo... ) però mi fa anche piacere, proprio perchè come ti ho scritto prima, nessuno prima aveva notato tutti i miei errori, probabilmente erano presi da quello che avevo scritto ma mai da come.. e per questo ho dato per scontato che andasse bene.. Se devo essere sincera anche io probabilmente ho peccato della stessa superficilità; scrivo di getto, quello che passa nella mia testa io lo scrivo, e non potrei affidare la mia storia ad un beta perchè mi conosco, e so che alla fine riscriverei tutto a modo mio ( lo so, sono fatta un po' di coccio..) a quanto pare,le mie correzioni non sono sufficienti, anche rileggendo più volte il testo purtroppo nella mia testa il discorso suona sempre bene, e quindi non riesco a cogliere le imperfezioni che ci sono... Diciamo che il mio modo di scrivere rispecchia la mia mente caotica e confusionaria, e penso che per questa non c'è più niente da fare XD
Ti ringrazio tantissimo dei tuoi suggerimenti, spero che andando avanti riuscirò a migliorare il mio modo di scrivere..
Ok, ho letto tutto. Scusa se non ho fatto prima ma ne ho avuto il tempo solamente oggi.
Allora... Prima del vero commento, ti chiedo: vuoi un commento superficiale -riguardante solo la trama- oppure ne vuoi uno riguardante anche la parte critica? E se lo vuoi anche riguardante la parte critica, lo vuoi delicato, normale o spietato?
Te lo chiedo perchè va a "gusti", c'è chi per migliorarsi vuole la cruda verità o quella leggera, e chi invece preferisce non ricevere critiche anche se costruttive.
Allora? ^^
PS: io non sono cattiva, e non mi piace criticare, solo che la grammatica e la scrittura in generale sono cose sacre per me (come ho ben scritto anche nella mia presentazione) e voglio aiutare gli altri a migliorare se mi è possibile. Inoltre aiutando gli altri, aiuto anche me. Voglio che questo sia chiaro, lo faccio come favore, non come tentativo di smontare le persone e chi mi conosce lo sa bene. ^^
Beh... Fammi sapere al più presto! xD
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Beh.. se devi dire una cosa dilla e basta.. insomma.. se hai una crittica o un giudizio da fare non puoi dirlo in base a come pensi che una persona vorrebbe sentirselo dire..Perciò sentiti libera di dire ciò che vuoi.. Comunque io non penso che tu sia cattiva, semplicememente sei una persona che ha espresso la sua opinione,tra l'altro riguardo una cosa che è stata "esposta al pubblico".. ( scusa^^ ma non trovavo la parola giusta!) e quindi volontariamente soggetta a giudizi. Quindi penso di poter affermare con certezza di non essere una di quelle persone che vogliono sentirsi dire solo cose positive, e penso che questo sia abbastanza evidente anche da come ti ho risposto al primo commento... Puoi commentare o criticare tutto quello che vuoi, puoi fare a pezzettini ogni singola frase e analizzare ogni verbo e correggerlo, usando parole dolci o dure come pare a te. Io scrivo per il mio piacere personale e per condividere una mia piccola passione insieme ad altre persone che hanno il mio stesso interesse, tutto qui... E visto che ci sono un bel po' di capitoli e che la grammatica e la scrittura sono sacre per te,penso che potrai sbizzarrirti quanto vuoi....
No, veramente credo che tu nonostante certi errori (di distrazione, sottolineo) sia brava nel narrare. Insomma, rendi tutto molto scorrevole, ed è un dono non da poco.
Aspetto il terzo capitolo e poi commenterò la trama che ora sono di corsa, sorry! >.<
Comunque, l'immagine di Bill che piange sotto l'acqua della doccia è resa bene e riesce a toccare, hai reso benissimo la sua fragilità.
Aspetto, eh! ^^
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